Perché la Chiesa insegna e perché continuerà a farlo? La risposta a questa domanda rivela la natura profonda del cristianesimo, così come il significato dei molti e diversi modi in cui esprime la sua missione. Tra questi, la Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice svolge un ruolo primario, in armonia con le sue convinzioni e i suoi impegni. Nel concerto delle istituzioni umane, non possiamo perdere di vista il fatto che il cristianesimo offre un’originalità fondamentale. Viene tramandato per via orale e la lunga storia della sua Tradizione millenaria dimostra che nasconde un vissuto, una cultura e un corpo di pensiero religioso e sociale in evoluzione che devono essere accolti dall’intelletto e portati avanti dall’impegno responsabile e attivo dei cristiani al servizio degli altri, quelli che chiamano i loro fratelli e sorelle. In questo modo, la dottrina (Verità) e l’etica del comportamento e della testimonianza si illuminano e si rafforzano a vicenda. La ricerca del significato e l’azione si combinano e si armonizzano. Diventa quindi chiaro che la missione primaria della Chiesa è quella di insegnare ed educare le persone alla fede, per alimentare e illuminare il significato dell’impegno dei cristiani a costruire un mondo più giusto e umano, aperto alla ricca diversità di culture e credenze, pienamente in sintonia con Dio e in sintonia con le aspettative degli uomini e delle donne del loro tempo.
La Chiesa insegna e forma, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione. Investe tutti i canali di comunicazione, in primo luogo quelli inerenti alla persona umana. La fede inizia con la bocca e risuona nelle orecchie (evangelizzazione, predicazione, educazione alla fede), ha origine anche con la penna, gli occhi (le Scritture, la Tradizione, la formazione religiosa) e culmina nell’immagine simboleggiata dagli incontri comunitari, dai luoghi di formazione (scuole e università) e infine da quelli della bellezza e del cuore che l’arte e la liturgia sono chiamate a incarnare. La fede entra quindi attraverso le nostre orecchie e i nostri occhi (Rm 10,17) e viene infine colta dalla nostra intelligenza. La Chiesa insegna con tutti i mezzi a sua disposizione; è dialogica, interattiva per natura, parla, ascolta, rivela, svela a tutti i nostri sensi, nella profondità della ricchezza intelligente della condizione umana, il mistero invisibile di un Dio Trino, amante e salvatore.
In questo senso, il mondo delle associazioni cattoliche di ispirazione cristiana rappresenta un luogo privilegiato per coloro che desiderano formarsi per esprimere pubblicamente e condividere meglio le proprie convinzioni religiose e sociali, per tradurle in un impegno o in un servizio di loro scelta, in armonia con le loro aspirazioni cristiane, la loro formazione umana o le loro attività professionali. In questo senso, la Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, fedele al messaggio e alle priorità promosse dall’omonimo documento pontificio (Giovanni Paolo II, maggio 1991), occupa ormai da più di 30 anni una nicchia preferenziale, promuovendo il pensiero e l’insegnamento sociale della Chiesa attraverso le sue reti internazionali. Da allora, continua a parlare, proponendo, tra le varie attività che svolge in tutte le sue reti, un dialogo, un viaggio per approfondire il significato della fede cattolica attraverso una formazione specifica legata ai contenuti dell’Insegnamento sociale della Chiesa. Grazie all’esperienza di specialisti riconosciuti nel loro campo, offre un approccio sistematico ad alcune questioni che riguardano le nostre società. Il programma per l’anno 2025 che troverete in questa Lettera Mensile ne è un’eloquente testimonianza. La Fondazione Centesimus Annus si impegna ad incarnare la fede cattolica per gli uomini e le donne del mondo di oggi. Nel farlo, desidera contribuire ad arricchire la qualità dell’influenza dei suoi membri nei luoghi di appartenenza, mirando così a rendere la loro presenza significativa, persino profetica, anche negli ambienti economici e politici.
La missione della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice è quella di promuovere un accesso aperto e intelligente agli elementi essenziali della fede cattolica per le società contemporanee, la sua storia, il suo impatto, i suoi impegni e la sua influenza. In breve, come possiamo, insieme, attraverso gli incontri e il dialogo, servire e dare espressione concreta al dinamismo dell’eredità cristiana di cui siamo responsabili nei confronti delle nostre società e del nostro mondo? Questa è la missione che la FCAPP si è prefissata ancora una volta per il 2025: offrire ai suoi membri e amici un itinerario, una ricerca di significato e di riflessione e aprire la strada ad un’azione cristiana adeguata ai bisogni sempre più esigenti del mondo di oggi. Il pensiero sociale della Chiesa permette di comprendere meglio l’eredità cristiana e fa luce sull’orizzonte dei nostri impegni.
Pr Mons. Guy-Réal Thivierge,
Roma, 7 ottobre, 2024