Jean Pierre Casey. Sulla rilevanza per la Dottrina sociale della Chiesa dell’elevazione del cardinale Newman a dottore della Chiesa

Sulla rilevanza per la Dottrina sociale della Chiesa dell’elevazione del cardinale Newman a dottore della Chiesa

L’elevazione del cardinale John Henry Newman da parte di papa Leone XIV nel giorno di Ognissanti del 2025 a secondo dottore della Chiesa nato in Inghilterra, e primo in oltre mille anni dopo San Beda (San Anselmo, del XII secolo era nato in Italia), è profondamente rilevante per la Dottrina Sociale della Chiesa perché il suo pensiero offre un ponte tra le crisi morali del XIX secolo e quelle di oggi. Pur non essendo un riformatore sociale in senso moderno, Newman scrisse in modo penetrante sulla coscienza, sulla dignità della persona e sugli obblighi morali che strutturano la società. Questi principi sono fondamentali per le successive encicliche sociali della Chiesa.

Newman visse in un periodo di grandi sconvolgimenti nell’Inghilterra industriale: sovraffollamento urbano, sfruttamento nelle fabbriche e riduzione dei lavoratori, specialmente dei poveri, a semplici strumenti di produzione. Nelle lettere The Tamworth Reading Room, che firmò con lo pseudonimo di “Catholicus”, criticò la mentalità tecnocratica difesa da Sir Robert Peel secondo cui la sola ‘conoscenza’ o il solo “progresso”, senza una formazione morale, avrebbero risolto i mali sociali. Per Newman, la società decade quando dimentica la dignità spirituale e morale della persona umana. Ciò anticipa l’insistenza della Rerum Novarum sul fatto che i sistemi economici devono servire la persona, e non viceversa.

La preoccupazione di Newman per le condizioni della gente comune è visibile anche in sermoni come The Second Springe altri, dove descrive i doveri della Chiesa nei confronti dei poveri e mette in guardia contro una società che «considera la moltitudine come una massa, non come anime». L’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, non deve essere ridotto a un fattore di produzione o di consumo, né a una pedina sacrificabile nei giochi di potere politico per il dominio corporativo o geopolitico. Nella sua Idea of a University, Newman sosteneva che la vera educazione dovrebbe formare persone capaci di giudizio etico, preparandole ad affrontare questioni sociali come la giustizia, il lavoro e la responsabilità pubblica. Ciò riflette ciò che la successiva Dottrina Sociale Cattolica descrive come “sviluppo umano integrale”.

Cosa ancora più significativa, Newman ha elevato la coscienza a «vicario aborigeno di Cristo», sottolineando che ogni persona possiede un’intrinseca capacità morale che nessuno Stato o potere economico può prevalere. Questo principio è alla base dell’insegnamento della Chiesa sui diritti dei lavoratori, sulla necessità di condizioni eque e sui limiti morali dell’autorità industriale e politica. In quanto tale, lo Stato è il garante, non l’originatore, dei diritti umani attribuiti da Dio. È importante sottolineare che l’opera di Newman mette in luce la supremazia della coscienza morale dell’individuo nel guidare tutte le decisioni, comprese quelle relative agli affari, all’impresa e all’impegno sociale.

Il riconoscimento dottrinale di Newman da parte di Papa Leone, che ha scelto il suo nome in onore del suo venerabile predecessore Leone XIII, famoso per la Rerum Novarum, mette in luce un pensatore la cui visione, radicata nella dignità, nella coscienza e nelle responsabilità morali della società, continua a illuminare l’impegno cattolico per la giustizia sociale oggi. Queste domande sono di grande rilevanza all’alba dell’era “intelligente” dell’IA. Forti degli scritti di Newman e del Magistero della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, è nostro dovere formare la sua bussola morale.

 

Jean Pierre Casey
Coordinatore, CAPPF UK
Membro del Comitato Investimenti della Santa Sede