{"id":4670,"date":"2018-02-12T15:21:31","date_gmt":"2018-02-12T14:21:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centesimusannus.va\/activities\/local-activities\/italy\/rome\/roman-group-meeting-12nd-february-2013\/"},"modified":"2021-12-29T12:50:20","modified_gmt":"2021-12-29T11:50:20","slug":"roman-group-meeting-12nd-february-2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/activities\/local\/italy\/rome\/roman-group-meeting-12nd-february-2013\/","title":{"rendered":"Roman group meeting 12nd February 2013"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il 12 febbraio alle ore 19:00 si \u00e8 svolta presso la sede di Civilt\u00e0 Cattolica, in via di Porta Pinciana 1<\/strong>\u00a0la riunione del gruppo romano della Fondazione Centesimus Annus \u2013 Pro Pontifice. Nella riunione \u00e8 stato affrontato<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4513\">il commento del capitolo due dell\u2019enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, qui si seguito riportato.<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4515\" align=\"center\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4519\">CAPITOLO SECONDO<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4518\" align=\"center\"><strong id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4517\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4516\">LO SVILUPPO UMANO<br \/>\nNEL NOSTRO TEMPO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4493\">21<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4492\">.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva una\u00a0<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4525\">visione articolata dello sviluppo<\/em>. Con il termine \u00ab sviluppo \u00bb voleva indicare l\u2019obiettivo di far uscire i popoli anzitutto dalla fame, dalla miseria, dalle malattie endemiche e dall\u2019analfabetismo. Dal punto di vista economico, ci\u00f2 significava la loro partecipazione attiva e in condizioni di parit\u00e0 al processo economico internazionale; dal punto di vista sociale, la loro evoluzione verso societ\u00e0 istruite e solidali; dal punto di vista politico, il consolidamento di regimi democratici in grado di assicurare libert\u00e0 e pace. Dopo tanti anni, mentre guardiamo con preoccupazione agli sviluppi e alle prospettive delle crisi che si susseguono in questi tempi,<em>\u00a0ci domandiamo quanto le aspettative di Paolo VI siano state soddisfatte<\/em>\u00a0dal modello di sviluppo che \u00e8 stato adottato negli ultimi decenni. Riconosciamo pertanto che erano fondate le preoccupazioni della Chiesa sulle capacit\u00e0 dell\u2019uomo solo tecnologico di sapersi dare obiettivi realistici e di saper gestire sempre adeguatamente gli strumenti a disposizione. Il profitto \u00e8 utile se, in quanto mezzo, \u00e8 orientato ad un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo. L\u2019esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povert\u00e0. Lo sviluppo economico che auspicava\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile. \u00c8 vero che lo sviluppo c\u2019\u00e8 stato e continua ad essere un fattore positivo che ha tolto dalla miseria miliardi di persone e, ultimamente, ha dato a molti Paesi la possibilit\u00e0 di diventare attori efficaci della politica internazionale. Va tuttavia riconosciuto che lo stesso sviluppo economico \u00e8 stato e continua ad essere gravato<em>\u00a0<\/em>da<em>\u00a0distorsioni e drammatici problemi<\/em>, messi ancora pi\u00f9 in risalto dall\u2019attuale situazione di crisi. Essa ci pone improrogabilmente di fronte a scelte che riguardano sempre pi\u00f9 il destino stesso dell\u2019uomo, il quale peraltro non pu\u00f2 prescindere dalla sua natura. Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull\u2019economia reale di un\u2019attivit\u00e0 finanziaria mal utilizzata e per lo pi\u00f9 speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi non solo nuovi rispetto a quelli affrontati dal Papa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>, ma anche, e soprattutto, di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell\u2019umanit\u00e0. Gli aspetti della crisi e delle sue soluzioni, nonch\u00e9 di un futuro nuovo possibile sviluppo, sono sempre pi\u00f9 interconnessi, si implicano a vicenda, richiedono nuovi sforzi di comprensione unitaria e una\u00a0<em>nuova sintesi umanistica<\/em>. La complessit\u00e0 e gravit\u00e0 dell\u2019attuale situazione economica giustamente ci preoccupa, ma dobbiamo assumere con realismo, fiducia e speranza le nuove responsabilit\u00e0 a cui ci chiama lo scenario di un mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori di fondo su cui costruire un futuro migliore. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa cos\u00ec<em>\u00a0occasione di discernimento e di nuova progettualit\u00e0<\/em>. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficolt\u00e0 del momento presente.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4527\">22<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4526\">. Oggi il quadro dello sviluppo \u00e8\u00a0<em>policentrico<\/em>. Gli attori e le cause sia del sottosviluppo sia dello sviluppo sono molteplici, le colpe e i meriti sono differenziati. Questo dato dovrebbe spingere a liberarsi dalle ideologie, che semplificano in modo spesso artificioso la realt\u00e0, e indurre a esaminare con obiettivit\u00e0 lo spessore umano dei problemi. La linea di demarcazione tra Paesi ricchi e poveri non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec netta come ai tempi della<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Populorum progressio<\/a><\/em>, secondo quanto gi\u00e0 aveva segnalato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0[<a name=\"_ftnref55\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn55\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">55<\/a>].\u00a0<em>Cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparit\u00e0<\/em>. Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povert\u00e0. In aree pi\u00f9 povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante. Continua \u00ab lo scandalo di disuguaglianze clamorose \u00bb [<a name=\"_ftnref56\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn56\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">56<\/a>]. La corruzione e l\u2019illegalit\u00e0 sono purtroppo presenti sia nel comportamento di soggetti economici e politici dei Paesi ricchi, vecchi e nuovi, sia negli stessi Paesi poveri. A non rispettare i diritti umani dei lavoratori sono a volte grandi imprese transnazionali e anche gruppi di produzione locale. Gli aiuti internazionali sono stati spesso distolti dalle loro finalit\u00e0, per irresponsabilit\u00e0 che si annidano sia nella catena dei soggetti donatori sia in quella dei fruitori. Anche nell\u2019ambito delle cause immateriali o culturali dello sviluppo e del sottosviluppo possiamo trovare la medesima articolazione di responsabilit\u00e0. Ci sono forme eccessive di protezione della conoscenza da parte dei Paesi ricchi, mediante un utilizzo troppo rigido del diritto di propriet\u00e0 intellettuale, specialmente nel campo sanitario. Nello stesso tempo, in alcuni Paesi poveri persistono modelli culturali e norme sociali di comportamento che rallentano il processo di sviluppo.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4530\"><a name=\"23\"><\/a>23<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4529\">. Molte aree del pianeta, oggi, seppure in modo problematico e non omogeneo, si sono evolute, entrando nel novero delle grandi potenze destinate a giocare ruoli importanti nel futuro. Va tuttavia sottolineato come<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4528\">\u00a0non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico<\/em>. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L\u2019uscita dall\u2019arretratezza economica, un dato in s\u00e9 positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell\u2019uomo, n\u00e9 per i Paesi protagonisti di questi avanzamenti, n\u00e9 per i Paesi economicamente gi\u00e0 sviluppati, n\u00e9 per quelli ancora poveri, i quali possono soffrire, oltre che delle vecchie forme di sfruttamento, anche delle conseguenze negative derivanti da una crescita contrassegnata da distorsioni e squilibri.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4532\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4531\">Dopo il crollo dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell\u2019Europa orientale e la fine dei cosiddetti \u201cblocchi contrapposti\u201d, sarebbe stato necessario un complessivo ripensamento dello sviluppo. Lo aveva chiesto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovanni Paolo II<\/a>, il quale nel 1987 aveva indicato l\u2019esistenza di questi \u201cblocchi\u201d come una delle principali cause del sottosviluppo [<a name=\"_ftnref57\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn57\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">57<\/a>], in quanto la politica sottraeva risorse all\u2019economia e alla cultura e l\u2019ideologia inibiva la libert\u00e0. Nel 1991, dopo gli avvenimenti del 1989, egli chiese anche che, alla fine dei \u201cblocchi\u201d, corrispondesse una riprogettazione globale dello sviluppo, non solo in quei Paesi, ma anche in Occidente e in quelle parti del mondo che andavano evolvendosi [<a name=\"_ftnref58\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn58\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">58<\/a>]. Questo \u00e8 avvenuto solo in parte e continua ad essere un reale dovere al quale occorre dare soddisfazione, magari profittando proprio delle scelte necessarie a superare gli attuali problemi economici.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4534\"><a name=\"24\"><\/a>24<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4533\">. Il mondo che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva davanti a s\u00e9, bench\u00e9 il processo di socializzazione fosse gi\u00e0 avanzato cos\u00ec che egli poteva parlare di una questione sociale divenuta mondiale, era ancora molto meno integrato di quello odierno. Attivit\u00e0 economica e funzione politica si svolgevano in gran parte dentro lo stesso ambito spaziale e potevano quindi fare reciproco affidamento. L\u2019attivit\u00e0 produttiva avveniva prevalentemente all\u2019interno dei confini nazionali e gli investimenti finanziari avevano una circolazione piuttosto limitata all\u2019estero, sicch\u00e9 la politica di molti Stati poteva ancora fissare le priorit\u00e0 dell\u2019economia e, in qualche modo, governarne l\u2019andamento con gli strumenti di cui ancora disponeva. Per questo motivo la<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Populorum\u00a0progressio<\/a><\/em>\u00a0assegnava un compito centrale, anche se non esclusivo, ai \u00ab poteri pubblici \u00bb [<a name=\"_ftnref59\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn59\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">59<\/a>].<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4536\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4535\">Nella nostra epoca, lo Stato si trova nella situazione di dover far fronte alle limitazioni che alla sua sovranit\u00e0 frappone il nuovo contesto economico-commerciale e finanziario internazionale, contraddistinto anche da una crescente mobilit\u00e0 dei capitali finanziari e dei mezzi di produzione materiali ed immateriali. Questo nuovo contesto ha modificato il potere politico degli Stati.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4538\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4537\">Oggi, facendo anche tesoro della lezione che ci viene dalla crisi economica in atto che vede i<em>pubblici poteri<\/em>\u00a0dello Stato impegnati direttamente a correggere errori e disfunzioni, sembra pi\u00f9 realistica una<em>\u00a0rinnovata valutazione del loro ruolo\u00a0<\/em>e del loro potere, che vanno saggiamente riconsiderati e rivalutati in modo che siano in grado, anche attraverso nuove modalit\u00e0 di esercizio, di far fronte alle sfide del mondo odierno. Con un meglio calibrato ruolo dei pubblici poteri, \u00e8 prevedibile che si rafforzino quelle nuove forme di partecipazione alla politica nazionale e internazionale che si realizzano attraverso l\u2019azione delle Organizzazioni operanti nella societ\u00e0 civile; in tale direzione \u00e8 auspicabile che crescano un\u2019attenzione e una partecipazione pi\u00f9 sentite alla<em>\u00a0res publica<\/em>\u00a0da parte dei cittadini.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4540\"><a name=\"25\"><\/a>25<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4539\">. Dal punto di vista sociale, i sistemi di protezione e previdenza, gi\u00e0 presenti ai tempi di<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0in molti Paesi, faticano e potrebbero faticare ancor pi\u00f9 in futuro a perseguire i loro obiettivi di vera giustizia sociale entro un quadro di forze profondamente mutato. Il mercato diventato globale ha stimolato anzitutto, da parte di Paesi ricchi, la ricerca di aree dove delocalizzare le produzioni di basso costo al fine di ridurre i prezzi di molti beni, accrescere il potere di acquisto e accelerare pertanto il tasso di sviluppo centrato su maggiori consumi per il proprio mercato interno. Conseguentemente, il mercato ha stimolato forme nuove di competizione tra Stati allo scopo di attirare centri produttivi di imprese straniere, mediante vari strumenti, tra cui un fisco favorevole e la deregolamentazione del mondo del lavoro. Questi processi hanno comportato la\u00a0<em>riduzione delle reti di sicurezza sociale\u00a0<\/em>in cambio della ricerca di maggiori vantaggi competitivi nel mercato globale, con grave pericolo per i diritti dei lavoratori, per i diritti fondamentali dell\u2019uomo e per la solidariet\u00e0 attuata nelle tradizionali forme dello Stato sociale. I sistemi di sicurezza sociale possono perdere la capacit\u00e0 di assolvere al loro compito, sia nei Paesi emergenti, sia in quelli di antico sviluppo, oltre che nei Paesi poveri. Qui le politiche di bilancio, con i tagli alla spesa sociale, spesso anche promossi dalle Istituzioni finanziarie internazionali, possono lasciare i cittadini impotenti di fronte a rischi vecchi e nuovi; tale impotenza \u00e8 accresciuta dalla mancanza di protezione efficace da parte delle associazioni dei lavoratori. L\u2019insieme dei cambiamenti sociali ed economici fa s\u00ec che le<em>\u00a0organizzazioni sindacali\u00a0<\/em>sperimentino maggiori difficolt\u00e0 a svolgere il loro compito di rappresentanza degli interessi dei lavoratori, anche per il fatto che i Governi, per ragioni di utilit\u00e0 economica, limitano spesso le libert\u00e0 sindacali o la capacit\u00e0 negoziale dei sindacati stessi. Le reti di solidariet\u00e0 tradizionali trovano cos\u00ec crescenti ostacoli da superare. L\u2019invito della dottrina sociale della Chiesa, cominciando dalla<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/leo_xiii\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rerum novarum<\/a>\u00a0<\/em>[<a name=\"_ftnref60\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn60\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">60<\/a>], a dar vita ad associazioni di lavoratori per la difesa dei propri diritti va pertanto onorato oggi ancor pi\u00f9 di ieri, dando innanzitutto una risposta pronta e lungimirante all\u2019urgenza di instaurare nuove sinergie a livello internazionale, oltre che locale.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4542\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4541\">La<em>\u00a0mobilit\u00e0 lavorativa<\/em>, associata alla deregolamentazione generalizzata, \u00e8 stata un fenomeno importante, non privo di aspetti positivi perch\u00e9 capace di stimolare la produzione di nuova ricchezza e lo scambio tra culture diverse. Tuttavia, quando l\u2019incertezza circa le condizioni di lavoro, in conseguenza dei processi di mobilit\u00e0 e di deregolamentazione, diviene endemica, si creano forme di instabilit\u00e0 psicologica, di difficolt\u00e0 a costruire propri percorsi coerenti nell\u2019esistenza, compreso anche quello verso il matrimonio. Conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 il formarsi di situazioni di degrado umano, oltre che di spreco sociale. Rispetto a quanto accadeva nella societ\u00e0 industriale del passato, oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza economica e l\u2019attuale crisi pu\u00f2 solo peggiorare tale situazione. L\u2019estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza prolungata dall\u2019assistenza pubblica o privata, minano la libert\u00e0 e la creativit\u00e0 della persona e i suoi rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico e spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai governanti impegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo, che il<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4543\">\u00a0primo capitale da salvaguardare e valorizzare \u00e8 l\u2019uomo, la persona, nella sua integrit\u00e0<\/em>: \u201cL\u2019uomo infatti \u00e8 l\u2019autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale\u201d [<a name=\"_ftnref61\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn61\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">61<\/a>].<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4545\"><a name=\"26\"><\/a>26<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4544\">. Sul piano culturale, rispetto all\u2019epoca di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>, la differenza \u00e8 ancora pi\u00f9 marcata. Allora le culture erano piuttosto ben definite e avevano maggiori possibilit\u00e0 di difendersi dai tentativi di omogeneizzazione culturale. Oggi le possibilit\u00e0 di<em>\u00a0interazione tra le culture\u00a0<\/em>sono notevolmente aumentate dando spazio a nuove prospettive di dialogo interculturale, un dialogo che, per essere efficace, deve avere come punto di partenza l\u2019intima consapevolezza della specifica identit\u00e0 dei vari interlocutori. Non va tuttavia trascurato il fatto che l\u2019accresciuta mercificazione degli scambi culturali favorisce oggi un duplice pericolo. Si nota, in primo luogo, un\u00a0<em>eclettismo culturale<\/em>\u00a0assunto spesso acriticamente: le culture vengono semplicemente accostate e considerate come sostanzialmente equivalenti e tra loro interscambiabili. Ci\u00f2 favorisce il cedimento ad un relativismo che non aiuta il vero dialogo interculturale; sul piano sociale il relativismo culturale fa s\u00ec che i gruppi culturali si accostino o convivano ma separati, senza dialogo autentico e, quindi, senza vera integrazione. In secondo luogo, esiste il pericolo opposto, che \u00e8 costituito dall\u2019<em>appiattimento culturale\u00a0<\/em>e dall\u2019omologazione dei comportamenti e degli stili di vita. In questo modo viene perduto il significato profondo della cultura delle varie Nazioni, delle tradizioni dei vari popoli, entro le quali la persona si misura con le domande fondamentali dell\u2019esistenza [<a name=\"_ftnref62\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn62\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">62<\/a>]. Eclettismo e appiattimento culturale convergono nella separazione della cultura dalla natura umana. Cos\u00ec, le culture non sanno pi\u00f9 trovare la loro misura in una natura che le trascende [<a name=\"_ftnref63\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn63\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">63<\/a>], finendo per ridurre l\u2019uomo a solo dato culturale. Quando questo avviene, l\u2019umanit\u00e0 corre nuovi pericoli di asservimento e di manipolazione.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4547\"><a name=\"27\"><\/a>27<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4546\">. In molti Paesi poveri permane e rischia di accentuarsi l\u2019estrema insicurezza di vita, che \u00e8 conseguenza della carenza di alimentazione:<em>\u00a0la fame<\/em>\u00a0miete ancora moltissime vittime tra i tanti Lazzaro ai quali non \u00e8 consentito, come aveva auspicato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>, di sedersi alla mensa del ricco epulone [<a name=\"_ftnref64\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn64\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">64<\/a>].\u00a0<em>Dare da mangiare agli affamati<\/em>\u00a0(cfr<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUD.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mt\u00a0<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/__PUD.HTM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">25, 35.37.42<\/a>) \u00e8 un imperativo etico per la Chiesa universale, che risponde agli insegnamenti di solidariet\u00e0 e di condivisione del suo Fondatore, il Signore Ges\u00f9. Inoltre, eliminare la fame nel mondo \u00e8 divenuto, nell\u2019era della globalizzazione, anche un traguardo da perseguire per salvaguardare la pace e la stabilit\u00e0 del pianeta. La fame non dipende tanto da scarsit\u00e0 materiale, quanto piuttosto da scarsit\u00e0 di risorse sociali, la pi\u00f9 importante delle quali \u00e8 di natura istituzionale. Manca, cio\u00e8, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all\u2019acqua regolare e adeguato dal punto di vista nutrizionale, sia di fronteggiare le necessit\u00e0 connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari, provocate da cause naturali o dall\u2019irresponsabilit\u00e0 politica nazionale e internazionale. Il problema dell\u2019insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo, eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi pi\u00f9 poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cio\u00e8 di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale, in modo da garantire una loro sostenibilit\u00e0 anche nel lungo periodo. Tutto ci\u00f2 va realizzato coinvolgendo le comunit\u00e0 locali nelle scelte e nelle decisioni relative all\u2019uso della terra coltivabile. In tale prospettiva, potrebbe risultare utile considerare le nuove frontiere che vengono aperte da un corretto impiego delle tecniche di produzione agricola tradizionali e di quelle innovative, supposto che esse siano state dopo adeguata verifica riconosciute opportune, rispettose dell\u2019ambiente e attente alle popolazioni pi\u00f9 svantaggiate. Al tempo stesso, non dovrebbe venir trascurata la questione di un\u2019equa riforma agraria nei Paesi in via di sviluppo. Il diritto all\u2019alimentazione, cos\u00ec come quello all\u2019acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. \u00c8 necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri<em>\u00a0l\u2019alimentazione e l\u2019accesso all\u2019acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni n\u00e9 discriminazioni<\/em>[<a name=\"_ftnref65\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn65\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">65<\/a>]. \u00c8 importante inoltre evidenziare come la via solidaristica allo sviluppo dei Paesi poveri possa costituire un progetto di soluzione della crisi globale in atto, come uomini politici e responsabili di Istituzioni internazionali hanno negli ultimi tempi intuito. Sostenendo mediante piani di finanziamento ispirati a solidariet\u00e0 i Paesi economicamente poveri, perch\u00e9 provvedano essi stessi a soddisfare le domande di beni di consumo e di sviluppo dei propri cittadini, non solo si pu\u00f2 produrre vera crescita economica, ma si pu\u00f2 anche concorrere a sostenere le capacit\u00e0 produttive dei Paesi ricchi che rischiano di esser compromesse dalla crisi.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4549\"><a name=\"28\"><\/a>28<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4548\">. Uno degli aspetti pi\u00f9 evidenti dello sviluppo odierno \u00e8 l\u2019importanza del tema del<em>\u00a0rispetto per la vita<\/em>, che non pu\u00f2 in alcun modo essere disgiunto dalle questioni relative allo sviluppo dei popoli. Si tratta di un aspetto che negli ultimi tempi sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, obbligandoci ad allargare i concetti di povert\u00e0 [<a name=\"_ftnref66\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn66\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">66<\/a>] e di sottosviluppo alle questioni collegate con l\u2019accoglienza della vita, soprattutto l\u00e0 dove essa \u00e8 in vario modo impedita.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4551\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4550\">Non solo la situazione di povert\u00e0 provoca ancora in molte regioni alti tassi di mortalit\u00e0 infantile, ma perdurano in varie parti del mondo pratiche di controllo demografico da parte dei governi, che spesso diffondono la contraccezione e giungono a imporre anche l\u2019aborto. Nei Paesi economicamente pi\u00f9 sviluppati, le legislazioni contrarie alla vita sono molto diffuse e hanno ormai condizionato il costume e la prassi, contribuendo a diffondere una mentalit\u00e0 antinatalista che spesso si cerca di trasmettere anche ad altri Stati come se fosse un progresso culturale.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4553\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4552\">Alcune Organizzazioni non governative, poi, operano attivamente per la diffusione dell\u2019aborto, promuovendo talvolta nei Paesi poveri l\u2019adozione della pratica della sterilizzazione, anche su donne inconsapevoli. Vi \u00e8 inoltre il fondato sospetto che a volte gli stessi aiuti allo sviluppo vengano collegati a determinate politiche sanitarie implicanti di fatto l\u2019imposizione di un forte controllo delle nascite. Preoccupanti sono altres\u00ec tanto le legislazioni che prevedono l\u2019eutanasia quanto le pressioni di gruppi nazionali e internazionali che ne rivendicano il riconoscimento giuridico.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4555\"><em>L\u2019apertura alla vita \u00e8 al centro del vero sviluppo<\/em><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4554\">. Quando una societ\u00e0 s\u2019avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare pi\u00f9 le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell\u2019uomo. Se si perde la sensibilit\u00e0 personale e sociale verso l\u2019accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono [<a name=\"_ftnref67\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn67\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">67<\/a>]. L\u2019accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco. Coltivando l\u2019apertura alla vita, i popoli ricchi possono comprendere meglio le necessit\u00e0 di quelli poveri, evitare di impiegare ingenti risorse economiche e intellettuali per soddisfare desideri egoistici tra i propri cittadini e promuovere, invece, azioni virtuose nella prospettiva di una produzione moralmente sana e solidale, nel rispetto del diritto fondamentale di ogni popolo e di ogni persona alla vita.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4557\"><a name=\"29\"><\/a>29<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4556\">. C\u2019\u00e8 un altro aspetto della vita di oggi, collegato in modo molto stretto con lo sviluppo: la negazione del<em>\u00a0diritto alla libert\u00e0 religiosa<\/em>. Non mi riferisco solo alle lotte e ai conflitti che nel mondo ancora si combattono per motivazioni religiose, anche se talvolta quella religiosa \u00e8 solo la copertura di ragioni di altro genere, quali la sete di dominio e di ricchezza. Di fatto, oggi spesso si uccide nel nome sacro di Dio, come pi\u00f9 volte \u00e8 stato pubblicamente rilevato e deplorato dal mio predecessore\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovanni Paolo II<\/a>\u00a0e da me stesso [<a name=\"_ftnref68\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn68\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">68<\/a>]. Le violenze frenano lo sviluppo autentico e impediscono l\u2019evoluzione dei popoli verso un maggiore benessere socio-economico e spirituale. Ci\u00f2 si applica specialmente al terrorismo a sfondo fondamentalista [<a name=\"_ftnref69\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn69\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">69<\/a>], che genera dolore, devastazione e morte, blocca il dialogo tra le Nazioni e distoglie grandi risorse dal loro impiego pacifico e civile. Va per\u00f2 aggiunto che, oltre al fanatismo religioso che in alcuni contesti impedisce l\u2019esercizio del diritto di libert\u00e0 di religione, anche la promozione programmata dell\u2019indifferenza religiosa o dell\u2019ateismo pratico da parte di molti Paesi contrasta con le necessit\u00e0 dello sviluppo dei popoli, sottraendo loro risorse spirituali e umane.\u00a0<em>Dio<\/em>\u00a0<em>\u00e8 il garante del vero sviluppo dell\u2019uomo<\/em>, in quanto, avendolo creato a sua immagine, ne fonda altres\u00ec la trascendente dignit\u00e0 e ne alimenta il costitutivo anelito ad \u201cessere di pi\u00f9\u201d. L\u2019uomo non \u00e8 un atomo sperduto in un universo casuale [<a name=\"_ftnref70\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn70\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">70<\/a>], ma \u00e8 una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un\u2019anima immortale e che ha da sempre amato. Se l\u2019uomo fosse solo frutto o del caso o della necessit\u00e0, oppure se dovesse ridurre le sue aspirazioni all\u2019orizzonte ristretto delle situazioni in cui vive, se tutto fosse solo storia e cultura, e l\u2019uomo non avesse una natura destinata a trascendersi in una vita soprannaturale, si potrebbe parlare di incremento o di evoluzione, ma non di sviluppo. Quando lo Stato promuove, insegna, o addirittura impone, forme di ateismo pratico, sottrae ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno per una pi\u00f9 generosa risposta umana all\u2019amore divino [<a name=\"_ftnref71\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn71\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">71<\/a>]. Capita anche che i Paesi economicamente sviluppati o quelli emergenti esportino nei Paesi poveri, nel contesto dei loro rapporti culturali, commerciali e politici, questa visione riduttiva della persona e del suo destino. \u00c8 il danno che il \u00ab supersviluppo \u00bb [<a name=\"_ftnref72\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn72\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">72<\/a>] procura allo sviluppo autentico, quando \u00e8 accompagnato dal \u00ab sottosviluppo morale \u00bb [<a name=\"_ftnref73\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn73\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">73<\/a>].<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4559\"><a name=\"30\"><\/a>30<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4558\">. In questa linea, il tema dello sviluppo umano integrale assume una portata ancora pi\u00f9 complessa: la correlazione tra i molteplici suoi elementi richiede che ci si impegni per\u00a0<em>far interagire i diversi livelli del sapere umano<\/em>\u00a0in vista della promozione di un vero sviluppo dei popoli. Spesso si ritiene che lo sviluppo, o i provvedimenti socio-economici relativi, richiedano solo di essere attuati quale frutto di un agire comune. Questo agire comune, per\u00f2, ha bisogno di essere orientato, perch\u00e9 \u00ab ogni azione sociale implica una dottrina \u00bb [<a name=\"_ftnref74\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn74\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">74<\/a>]. Considerata la complessit\u00e0 dei problemi, \u00e8 ovvio che le varie discipline debbano collaborare mediante una interdisciplinarit\u00e0 ordinata. La carit\u00e0 non esclude il sapere, anzi lo richiede, lo promuove e lo anima dall\u2019interno. Il sapere non \u00e8 mai solo opera dell\u2019intelligenza. Pu\u00f2 certamente essere ridotto a calcolo e ad esperimento, ma se vuole essere sapienza capace di orientare l\u2019uomo alla luce dei principi primi e dei suoi fini ultimi, deve essere \u201ccondito\u201d con il \u00ab sale \u00bb della carit\u00e0. Il fare \u00e8 cieco senza il sapere e il sapere \u00e8 sterile senza l\u2019amore. Infatti, \u00ab colui che \u00e8 animato da una vera carit\u00e0 \u00e8 ingegnoso nello scoprire le cause della miseria, nel trovare i mezzi per combatterla, nel vincerla risolutamente \u00bb [<a name=\"_ftnref75\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn75\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">75<\/a>]. Nei confronti dei fenomeni che abbiamo davanti, la carit\u00e0 nella verit\u00e0 richiede prima di tutto di conoscere e di capire, nella consapevolezza e nel rispetto della competenza specifica di ogni livello del sapere. La carit\u00e0 non \u00e8 un\u2019aggiunta posteriore, quasi un\u2019appendice a lavoro ormai concluso delle varie discipline, bens\u00ec dialoga con esse fin dall\u2019inizio. Le esigenze dell\u2019amore non contraddicono quelle della ragione. Il sapere umano \u00e8 insufficiente e le conclusioni delle scienze non potranno indicare da sole la via verso lo sviluppo integrale dell\u2019uomo. C\u2019\u00e8 sempre bisogno di spingersi pi\u00f9 in l\u00e0: lo richiede la carit\u00e0 nella verit\u00e0 [<a name=\"_ftnref76\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn76\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">76<\/a>]. Andare oltre, per\u00f2, non significa mai prescindere dalle conclusioni della ragione n\u00e9 contraddire i suoi risultati. Non c\u2019\u00e8 l\u2019intelligenza e poi l\u2019amore: ci sono<em>\u00a0l\u2019amore ricco di intelligenza e l\u2019intelligenza piena di amore<\/em>.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4562\"><a name=\"31\"><\/a>31<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4561\">. Questo significa che le valutazioni morali e la ricerca scientifica devono crescere insieme e che la carit\u00e0 deve animarle in un tutto armonico interdisciplinare, fatto di unit\u00e0 e di distinzione. La dottrina sociale della Chiesa, che ha \u00ab\u00a0<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4560\">un\u2019importante dimensione interdisciplinare<\/em>\u00a0\u00bb [<a name=\"_ftnref77\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn77\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">77<\/a>], pu\u00f2 svolgere, in questa prospettiva, una funzione di straordinaria efficacia. Essa consente alla fede, alla teologia, alla metafisica e alle scienze di trovare il loro posto entro una collaborazione a servizio dell\u2019uomo. \u00c8 soprattutto qui che la dottrina sociale della Chiesa attua la sua dimensione sapienziale.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0aveva visto con chiarezza che tra le cause del sottosviluppo c\u2019\u00e8 una mancanza di sapienza, di riflessione, di pensiero in grado di operare una sintesi orientativa [<a name=\"_ftnref78\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn78\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">78<\/a>], per la quale si richiede \u00ab una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali \u00bb [<a name=\"_ftnref79\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn79\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">79<\/a>]. L\u2019eccessiva settorialit\u00e0 del sapere [<a name=\"_ftnref80\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn80\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">80<\/a>], la chiusura delle scienze umane alla metafisica [<a name=\"_ftnref81\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn81\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">81<\/a>], le difficolt\u00e0 del dialogo tra le scienze e la teologia sono di danno non solo allo sviluppo del sapere, ma anche allo sviluppo dei popoli, perch\u00e9, quando ci\u00f2 si verifica, viene ostacolata la visione dell\u2019intero bene dell\u2019uomo nelle varie dimensioni che lo caratterizzano. L\u2019\u00ab allargamento del nostro concetto di ragione e dell\u2019uso di essa \u00bb [<a name=\"_ftnref82\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn82\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">82<\/a>] \u00e8 indispensabile per riuscire a pesare adeguatamente tutti i termini della questione dello sviluppo e della soluzione dei problemi socio-economici.<\/span><\/p>\n<p><a name=\"32\"><\/a>32. Le grandi novit\u00e0, che il quadro dello sviluppo dei popoli oggi presenta, pongono in molti casi l\u2019esigenza di<em>\u00a0soluzioni nuove<\/em>. Esse vanno cercate insieme nel rispetto delle leggi proprie di ogni realt\u00e0 e alla luce di una visione integrale dell\u2019uomo, che rispecchi i vari aspetti della persona umana, contemplata con lo sguardo purificato dalla carit\u00e0. Si scopriranno allora singolari convergenze e concrete possibilit\u00e0 di soluzione, senza rinunciare ad alcuna componente fondamentale della vita umana.<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4565\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4564\">La dignit\u00e0 della persona e le esigenze della giustizia richiedono che, soprattutto oggi, le scelte economiche non facciano aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza [<a name=\"_ftnref83\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn83\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">83<\/a>] e che si continui a perseguire quale\u00a0<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4563\">priorit\u00e0 l\u2019obiettivo dell\u2019accesso al lavoro\u00a0<\/em>o del suo mantenimento, per tutti. A ben vedere, ci\u00f2 \u00e8 esigito anche dalla \u00ab ragione economica \u00bb. L\u2019aumento sistemico delle ineguaglianze tra gruppi sociali all\u2019interno di un medesimo Paese e tra le popolazioni dei vari Paesi, ossia l\u2019aumento massiccio della povert\u00e0 in senso relativo, non solamente tende a erodere la coesione sociale, e per questa via mette a rischio la democrazia, ma ha anche un impatto negativo sul piano economico, attraverso la progressiva erosione del \u00ab capitale sociale \u00bb, ossia di quell\u2019insieme di relazioni di fiducia, di affidabilit\u00e0, di rispetto delle regole, indispensabili ad ogni convivenza civile.<\/span><\/p>\n<p>\u00c8 sempre la scienza economica a dirci che una strutturale situazione di insicurezza genera atteggiamenti antiproduttivi e di spreco di risorse umane, in quanto il lavoratore tende ad adattarsi passivamente ai meccanismi automatici, anzich\u00e9 liberare creativit\u00e0. Anche su questo punto c\u2019\u00e8 una convergenza tra scienza economica e valutazione morale. I<em>\u00a0costi umani sono sempre anche costi economici<\/em>\u00a0e le disfunzioni economiche comportano sempre anche costi umani.<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4567\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4566\">Va poi ricordato che l\u2019appiattimento delle culture sulla dimensione tecnologica, se nel breve periodo pu\u00f2 favorire l\u2019ottenimento di profitti, nel lungo periodo ostacola l\u2019arricchimento reciproco e le dinamiche collaborative. \u00c8 importante distinguere tra considerazioni economiche o sociologiche di breve e di lungo termine. L\u2019abbassamento del livello di tutela dei diritti dei lavoratori o la rinuncia a meccanismi di ridistribuzione del reddito per far acquisire al Paese maggiore competitivit\u00e0 internazionale impediscono l\u2019affermarsi di uno sviluppo di lunga durata. Vanno, allora, attentamente valutate le conseguenze sulle persone delle tendenze attuali verso un\u2019economia del breve, talvolta brevissimo termine. Ci\u00f2 richiede\u00a0<em>una nuova e approfondita riflessione sul senso dell\u2019economia e dei suoi fini\u00a0\u00a0<\/em>[<a name=\"_ftnref84\"><\/a><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html#_ftn84\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">84<\/a>], nonch\u00e9 una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige, in realt\u00e0, lo stato di salute ecologica del pianeta; soprattutto lo richiede la crisi culturale e morale dell\u2019uomo, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4569\"><a name=\"33\"><\/a>33<span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4568\">. Oltre quarant\u2019anni dopo la<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Populorum progressio<\/a><\/em>, il suo tema di fondo, il progresso,<em>\u00a0resta ancora un problema aperto<\/em>, reso pi\u00f9 acuto ed impellente dalla crisi economico-finanziaria in atto. Se alcune aree del pianeta, gi\u00e0 un tempo gravate dalla povert\u00e0, hanno conosciuto cambiamenti notevoli in termini di crescita economica e di partecipazione alla produzione mondiale, altre zone vivono ancora una situazione di miseria paragonabile a quella esistente ai tempi di\u00a0<a id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4573\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>, anzi in qualche caso si pu\u00f2 addirittura parlare di un peggioramento. \u00c8 significativo che alcune cause di questa situazione fossero state gi\u00e0 individuate nella<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Populorum progressio<\/a><\/em>, come per esempio gli alti dazi doganali posti dai Paesi economicamente sviluppati e che ancora impediscono ai prodotti provenienti dai Paesi poveri di raggiungere i mercati dei Paesi ricchi. Altre cause, invece, che l\u2019Enciclica aveva solo adombrato, in seguito sono emerse con maggiore evidenza. \u00c8 questo il caso della valutazione del processo di decolonizzazione, allora in pieno corso.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0auspicava un percorso autonomo da compiere nella libert\u00e0 e nella pace. Dopo oltre quarant\u2019anni, dobbiamo riconoscere quanto questo percorso sia stato difficile, sia a causa di nuove forme di colonialismo e di dipendenza da vecchi e nuovi Paesi egemoni, sia per gravi irresponsabilit\u00e0 interne agli stessi Paesi resisi indipendenti.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4572\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4571\">La novit\u00e0 principale \u00e8 stata<em id=\"yui_3_7_2_1_1360751498572_4570\">\u00a0l\u2019esplosione dell\u2019interdipendenza planetaria<\/em>, ormai comunemente nota come globalizzazione.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo VI<\/a>\u00a0l\u2019aveva parzialmente prevista, ma i termini e l\u2019impetuosit\u00e0 con cui essa si \u00e8 evoluta sono sorprendenti. Nato dentro i Paesi economicamente sviluppati, questo processo per sua natura ha prodotto un coinvolgimento di tutte le economie. Esso \u00e8 stato il principale motore per l\u2019uscita dal sottosviluppo di intere regioni e rappresenta di per s\u00e9 una grande opportunit\u00e0. Tuttavia, senza la guida della carit\u00e0 nella verit\u00e0, questa spinta planetaria pu\u00f2 concorrere a creare rischi di danni sconosciuti finora e di nuove divisioni nella famiglia umana. Per questo la carit\u00e0 e la verit\u00e0 ci pongono davanti a un impegno inedito e creativo, certamente molto vasto e complesso. Si tratta di<em>\u00a0dilatare la ragione e di renderla capace di conoscere e di orientare queste imponenti nuove dinamiche<\/em>, animandole nella prospettiva di quella \u00ab civilt\u00e0 dell\u2019amore \u00bb il cui seme Dio ha posto in ogni popolo, in ogni cultura<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 febbraio alle ore 19:00 si \u00e8 svolta presso la sede di Civilt\u00e0 Cattolica, in via di Porta Pinciana 1\u00a0la riunione del gruppo romano della Fondazione Centesimus Annus \u2013 Pro Pontifice. Nella riunione \u00e8 stato affrontato il commento del capitolo due dell\u2019enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, qui si seguito riportato. CAPITOLO SECONDO LO SVILUPPO UMANO NEL NOSTRO TEMPO &nbsp; 21.\u00a0Paolo VI\u00a0aveva una\u00a0visione articolata dello sviluppo. Con il termine \u00ab sviluppo \u00bb voleva indicare l\u2019obiettivo di far uscire i popoli anzitutto dalla fame, dalla miseria, dalle malattie endemiche e dall\u2019analfabetismo. Dal punto di vista economico, ci\u00f2 significava&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":15027,"menu_order":48,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"categories":[32],"tags":[579],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4670"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4670"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4670\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/15027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centesimusannus.va\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}