Nell’affrontare le sfide morali della vita contemporanea serve l’impegno di tutti

di S.E. Mons. Joseph Galea Curmi*

Per combattere la corruzione, Papa Francesco invita alla conversione del cuore, promuovendo trasparenza e giustizia, esortando ogni persona e ogni organizzazione a costruire una società fondata su onestà ed il bene comune.

La corruzione implica l’abuso del potere affidato per guadagno personale da parte di individui o istituzioni nei settori pubblico e privato. Si manifesta in molte forme e modalità, come la corruzione, l’appropriazione indebita, le tangenti, il doppio gioco, il riciclaggio di denaro e la frode.

Papa Francesco ha affrontato con costanza il tema della corruzione, mettendo in evidenza il suo impatto distruttivo sugli individui e sulla società. Egli descrive la corruzione come un “peccato grave” che non solo danneggia l’integrità personale, ma minaccia anche le fondamenta stesse della vita sociale. I suoi interventi su questo argomento spesso evidenziano le conseguenze spirituali, etiche e sociali della corruzione, sottolineando come essa distorca la giustizia, minacci la fiducia nelle istituzioni, generi cinismo tra i cittadini e colpisca i più vulnerabili. La corruzione è un male pervasivo che può infiltrarsi in molteplici aspetti della vita quotidiana, dando origine a una cultura in cui le persone giustificano i loro comportamenti non etici, e la disonestà diventa normalizzata e accettata.

Francesco sottolinea la necessità di una conversione del cuore per coloro che sono coinvolti in pratiche corrotte. Egli invita in particolare coloro che occupano posizioni di potere a riconoscere la gravità delle loro azioni e a cercare la redenzione. Il papa mette in guardia contro l’illusione che la ricchezza e il potere possano portare felicità, affermando che, invece di procurare benessere, la ricerca sfrenata delle ricchezze spesso conduce alla violenza e alla decadenza morale. Esorta coloro che si sono lasciati corrompere a cambiare vita, ricordando loro che, alla fine, dovranno affrontare il giudizio di Dio, dal quale nessuno può sfuggire.

Ciò di cui si ha bisogno è un approccio globale alla riforma, che inizi con la conversione personale e si estenda alle strutture della società. Papa Francesco sottolinea anche la responsabilità collettiva nella lotta contro la corruzione. Egli promuove la trasparenza, la lealtà e il coraggio di denunciare le ingiustizie. Avverte che, se la corruzione non viene apertamente contrastata, essa può intrappolare tutti, generando una complicità collettiva che finisce per distruggere l’integrità della società.

Questo invito all’azione si basa sulla convinzione che tutti abbiano un ruolo da svolgere nella promozione di una cultura di onestà e responsabilità. Il papa incoraggia i fedeli a impegnarsi attivamente nelle questioni politiche e sociali per il bene comune e la protezione dei più vulnerabili. Questo impegno onesto nella politica, nonostante le sue difficoltà, è visto come una vocazione nobile volta al servizio della società.

L’impegno di Papa Francesco per la trasparenza si riflette anche nell’adesione della Santa Sede agli standard internazionali contro la corruzione. Negli ultimi anni, egli ha adottato misure per garantire la responsabilità nella gestione delle finanze pubbliche all’interno del Vaticano, riconoscendo che la corruzione può assumere molteplici forme anche all’interno delle strutture ecclesiastiche. Questa posizione evidenzia la dedizione della Chiesa nella lotta alla corruzione sia al suo interno che nella società più ampia.

L’insegnamento di Papa Francesco sulla corruzione è particolarmente rilevante per noi che viviamo in una società che, in molte circostanze, sembra marcia fino al midollo. Il Papa invoca un impegno collettivo per promuovere integrità, trasparenza e responsabilità, esortando ciascuno a combattere la corruzione nella propria vita e nelle proprie comunità.

Promuovendo una cultura di onestà e di servizio al bene comune, il papa immagina una società in cui i valori dell’amore e della giustizia prevalgano sull’avidità e sulla corruzione. Questa visione è un appello all’azione per tutti noi, oltre che un richiamo al potere trasformativo della fede nell’affrontare le sfide morali della vita contemporanea.

* Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Malta e Consigliere ecclesiastico del Capitolo di Malta della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice